Miele

Il miele

La materia prima da cui si origina il miele è il nettare, un liquido zuccherino contenuto nei fiori, che le api sono in grado di succhiare con il loro apparato boccale e di trasportare all’interno della borsa melaria, una sacca che costituisce la parte iniziale del loro tubo digerente. Già durante il volo di ritorno verso l’alveare inizia il processo di trasformazione del nettare in miele, che avviene grazie all’azione di enzimi prodotti dalle stesse api.

Le bottinatrici che rientrano al nido, consegnano il loro raccolto alle compagne, le quali provvedono ad elaborarlo ulteriormente e a depositarlo nelle cellette dei favi. Una volta immagazzinato, il miele subisce un lento processo di concentrazione e di riduzione dell’umidità, grazie alla ventilazione operata dalle api di casa.

Quando il contenuto di acqua è sceso sotto al 18%, il miele ormai maturo può essere conservato e le api lo proteggono apponendovi un opercolo di cera. Queste scorte permetteranno alla famiglia di nutrirsi e sopravvivere anche durante la stagione avversa.

Secondo la definizione della legge n. 753/1982 il miele è “il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti dalle parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell’alveare”.

La composizione del miele varia a seconda di diversi fattori, ma gli elementi principali che lo compongono sono:

acqua

zuccheri (soprattutto glucosio e fruttosio)

acidi

sali minerali

sostanze azotate

enzimi

vitamine